Niobe: storia della figlia di Tantalo e sorella di Pelope

Niobe

Nella mitologia greca troviamo tanti personaggi che poi sono stati anche riproposti nelle tele e opere sacre cristiana per identificare un peccato. Tra questi troviamo Niobe, simbolo della Superbia, ma di una Superbia di cui tutti possiamo essere vittime.

La sua punizione fu esemplare, tanto da incutere timore per secoli. Conoscete Niobe e la sua storia? Magari molti troveranno realmente triste la vita di questo personaggio. Altri invece si identificheranno con il suo dolore.

Personaggio della mitologia

Il re Tantalo, con il dominio sulla Frigia, era molto protetto dagli Dei. Una benevolenza di cui lui abusò. Zeus si fidava del re Tantalo è gli confidò alcuni segreti che quest’ultimo, senza avere rispetto, derise. Per questa la sua punizione fu esemplare. Venne condotto nel Tartaro per un supplizio che non avesse mai fine.

In vita il re Tantalo ebbe due figlie Pelope e Niobe, che amava enormemente. Una volta in sposa, Niobe ebbe 7 figli e 7 figlie. In una discussione con amici, la donna dichiarò di essere più fertile di Leto, madre di Apollo e Artemide, e che i suoi figli erano più belli degli stessi Dei.

Leto si sentì ferita e umiliata da tale affermazione, tanto che incaricò Apollo e Artemide di uccidere i figli di Niobe.

La Superbia di Niobe

Le frecce che vennero scoccate da Artemide e da Apollo, la circondarono dei cadaveri dei propri figli. Niobe comprese della Superbia il significato della sua superbia, ma qual era il vero significato della superbia di Niobe?

Tutti i genitori pensano che i loro figli sono bellissimi, come mai ci fu questa punizione? Molti sono gli studiosi che si sono cimentati nella comprensione della storia di questo personaggio. In realtà non ci fu la punizione perché Niobe aveva detto che Apollo e Artemide fossero brutti, ma perché i mortali non potevano giudicare o sentirsi superiore agli dei.

Come a dire: se tu sei meglio di me dimostralo, altrimenti non giudicare l’operato altrui.

Niobe e il ricordo perenne

La fine della storia di Niobe è comunque molto bella. Niobe, circondata dai cadaveri dei figli, fu assalita dal dolore. Sfiorando la pazzia, iniziò a ragionare su quale fosse l’offesa che aveva rivolto agli Dei. Una volta compreso la sua superbia chiese a Zeus di poter piangere eternamente sulla morte dei suoi figli ad esempio del suo sbaglio.

La donna venne trasformata in una roccia, in marmo, rimanendo inalterata nella sua forma fisica. Dal volto continuano a sgorgare lacrime e da cui nasce la fonte Niobe.

This entry was posted in Curiosità. Bookmark the permalink.