“Dei sepolcri” di Ugo Foscolo: l’importanza della sepoltura

L’opera “Dei sepolcri” di Ugo Foscolo, ancora oggi studiata nelle nostre scuole, tratta un tema importante per la natura umana e lo fa da un punto di vista materialistico, privandolo di qualsivoglia connotazione religiosa.
L’autore, infatti, riesce ad espletare l’importanza di una degna sepoltura e l’impossibilità di poter cedere ad una tomba anonima: non si tratta di bisogni nuovi, dell’uomo moderno, ma di una necessità nata con l’uomo che si è esplicitata prima nelle necropoli dei greci, dei romani e degli etruschi, nelle piramidi degli egizi e alla fine nelle cappelle e nei cimiteri adiacenti le chiese.
Ugo Foscolo è stato in grado di dare voce a chi non l’aveva e ancora oggi ci permette di capire l’importanza di rivolgersi ad un personale preparato e attento come quello della Cattolica San Lorenzo, un’agenzia di pompe funebri a Roma.

I nuclei fondamentali dell’opera

L’opera “Dei Sepolcri” può essere divisa in quattro nuclei principali per una sua più semplice comprensione.
Nel primo nucleo, costituito dai primi 90 versi, troviamo il valore affettivo che le tombe assumono secondo Foscolo, facendo emergere un “materialismo rivisitato” che vede i morti continuare a vivere nei ricordi e nell’amore dei vivi, conferendo una sorta di immortalità al defunto.
Nel secondo nucleo della sua opera, l’autore esalta il valore civile delle tombe che diventano quindi un metro di giudizio per individuare il grado di civiltà, tesi che viene sostenuta attraverso vari esempi relativi al passato (medioevo, civiltà classica…).
Nel terzo nucleo, Foscolo procede con l’esaltazione del valore storico delle tombe rivolgendo la sua attenzione alle tombe presenti a Santa Croce e dedicati ai grandi uomini, vedendo in queste uno stimolo, per chi le osserva, a compiere buone azioni.
Nel quarto blocco dell’opera, infine, Foscolo scrive della funzione della poesia, l’unica vera cosa in grado di conservare in eterno la memoria e a sostegno di ciò Foscolo riporta l’esempio di Omero che ha tramandato, con la propria poesia, la storia di un intero popolo.

Conclusioni

Potremmo dunque dire che per Foscolo la tomba è il luogo in cui pietà e ricordo si uniscono, simbolo di memoria e segno di civiltà dell’uomo, racchiudendo in sé la convinzione secondo cui questa serva più ai vivi che ai defunti per poter affrontare l’assenza con qualcosa che sia concretamente presente, raggiungibile e ben realizzato, anche dal punto di vista estetico.
Le parole di Foscolo sono oggi più attuali che mai viste le difficoltà, in alcune città, di trovare il giusto posto per i propri cari.

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