Maschere di carnevale dalla G alla M: quali sono e da che regione vengono?

Le maschere non raffigurano solo le emozioni, i colori e i personaggi del teatro, molte di loro sono state create con ruoli ben precisi e storie particolari, molto belle e molto interessanti per chi ama il mondo dell’arte e tutte le sfumature che fa provare la commedia durante i suoi spettacoli.

In Italia le più famose sono quelle del carnevale, ogni regione ne ha una diversa e possono essere riconoscibili dal dialetto che parlano, da alcuni oggetti che portano sempre con loro  oppure dal costume che indossano.

Questo documento aiuterà a ricordare le maschere dall’iniziale G fino alla M, inoltre aiuterà a capire da dove provengono e che storia hanno alle spalle.

Quali sono?

  • Gianduja: il personaggio raffigura un giovane e allegro ragazzo, amante del vino e del cibo, forse per questo è anche molto distratto.
    In testa porta un tricorno scuro ma coi bordi rosso fuoco, indossa una parrucca con il codino, indossa un panciotto giallo sempre con i bordi rossi, un paio di pantaloni corti verdi fino a sotto al ginocchio, mentre dal ginocchio in giù ha un paio di calzettoni rossi. Sulle scarpe porta due fiocchi verdi, il cappotto che indossa richiama molto i colori del cappello, infatti è marrone con i bordi, anche delle tasche, rossi.
  • Giangurgolo: questo personaggio raffigura una di quelle persone sempre troppo impegnato a chiacchierare, deridere le altre persone, per di più straniere, da non trovare mai un lavoro, infatti è sempre affamato e quando riesce a mangiare esagera.
    Raffigura un giovane uomo dal naso proporzionato e brutto, in testa porta un cappello bianco a punta e alto, indossa un abito tutto giallo con le righe arancioni, un gilet arancione e intorno al collo c’è anche un bavero bianco, porta allacciato addosso un bastone.
    Per il suo aspetto e comportamento è spesso preso in giro e deriso.
  • Gioppino: è raffigurato come un uomo basso come un giovane ragazzo, indossa un cappello blu che richiama il suo abbigliamento, completo di giacca blu a bordi rossi, e una camicia rossa sotto, e un paio di pantaloncini corti fino al ginocchio, anche le calze sono rosse. Viene raffigurato sempre con un bastone in mano.
    Rappresenta l’immagine di un contadino buffo e divertente, che utilizza un linguaggio semplice e un po’ rozzo, ma sotto nasconde un indole molto furba e intelligente.
  • Mamuthones: questo personaggio è molto misterioso e strano anche come si presenta, sul viso porta una maschera nera fatta di legno, in testa indossa un cappuccio e addosso porta una pelliccia fatta di pelli di pecora e sulle spalle è piena di campanacci.
    È ancora usata per andare in giro per le vie della città mentre danzano forse per allontanare gli spiriti maligni o spaventare chissà quale entità antica.
  • Meneghino: uno dei pochi personaggi a non indossare una maschera sul viso e anche il carattere cambia a seconda del personaggio che interpreta.
    Indossa un tricorno scuro, una giacca verde con i contorni rossi e sotto porta una camicia a fiori con un antica, con i bordi sempre rossi e attaccato ad un bottone porta un fazzoletto a sbuffo; i pantaloni che indossa sono neri e aderenti lunghi fino a sotto al ginocchio, da cui partono dei calzettoni a strisce bianche e rosse.
  • Meo Patacca: personaggio un po’ ambiguo perché anche se non ama le risse è un perfetto attaccabrighe, un bullo che adora usare la fionda e dal carattere scontroso.
    Indossa semplici vestiti antichi e molto colorati come i pantaloni arancioni, grossa fascia gialla, camicia dalle maniche verdi e dal panciotto grigio e indossa un fiocco bianco sul petto.
  • Mezzettino: personaggio molto furbo e astuto, è un servo che riesce a fare agli altri i compiti e servizi che deve fare lui, ma è anche un bravo musicista e un valido aiutante del proprio padrone per conquistare il cuore di una fanciulla.
    Indossa un completo bianco a strisce rosse, stessa fantasia ha il morbido cappello che porta sulla testa.
    Nemmeno lui porta in viso una maschera.
  • Mosciolino: è raffigurato come un ragazzetto orfano sempre vicino alla spiaggia per via della pesca. La sua storia narra che un giorno venne premiato durante la festa di Carnevale per avere un costume davvero particolare e originale.
    Infatti indossa vestiti molto rovinati dal sole e tenuti in sesto dalla rete che funge da sostegno, tra i capelli ha anche qualche alga.

Da dove provengono?

  • Gianduja: è la maschera di Torino e molti possono pensare che prende il nome dal dolce natalizio che di solito si regala a Natale, ovvero il gianduiotto, invece il nome deriva da un modo di dire torinese “Gioan d’la douja“. Ha resistito persino dopo l’ordine di Napoleone.
  • Giangurgolo: è la maschera della regione Calabria.
  • Goppino: è un’altra maschera di Bergamo.
  • Mamuthones: questa maschera è nata a Mamoiada in Sardegna.
  • Meneghino: è la maschera della città di Milano.
  • Meo Patacca: è la maschera romana, più precisamente di Trastevere.
  • Mezzettino: è un’altra maschera di Bergamo che però potrebbe rappresentare Arlecchino.
  • Mosciolino: è la maschera di Ancona.
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