Ivo Andric: quando scrisse “Il ponte sulla Drina”? Curiosità e trama

Tra gli scrittori che hanno vinto il premio Nobel per la letteratura non si può di certo dimenticarsi di Ivo Andric, scrittore jugoslavo famoso per i suoi romanzi, poesie e racconti brevi. Le sue opere hanno fatto emozionare molte persone e avuto molti riconoscimenti per quello che si trapela e racconta con i suoi occhi, la sua fantasia, e per come racconta le sue esperienze.

Oggi parliamo di un suo famoso libro, ossia “Il ponte sulla Drina“.

Curiosità

Ha vissuto la sua infanzia a Visegrad in Ungheria dopo la morte prematura del padre quando lui aveva solo 2 anni, per Ivo questa città fu una grande fonte d’ispirazione, infatti grazie agli usi, costumi e paesaggi del posto che scrisse la sua famosa opera “Il ponte sulla Drina“, perché c’è un ponte che si chiama Mehemed Paša Sokolovic, che è costruito sopra il fiume Drina.

Durante i suoi periodi di studi pubblicò le sue poesie in vari giornali e riviste e la particolarità di questi suoi scritti era che erano tutte in modalità prosa lirica, cosa che dava a molti un senso di nostalgia.

Stette anche per un periodo in prigione dopo che l’Arciduca Francesco Ferdinando fu ucciso, l’assassino era un suo amico e quindi si pensava fosse coinvolto anche lui, un anno dopo venne rilasciato per mancanza di prove.

Ivo scrisse “Il ponte sulla Drina” nel 1945, fu ritenuta fin da subito un’opera molto bella e toccante, e ritenuta un vero classico della letteratura jugoslava durante quel periodo, infatti grazie a questo e ad altre sue opere vinse il premio Nobel per la Letteratura.

Trama

Questo racconto è svolto nel periodo precedente alla Prima guerra mondiale, lo stile della scrittura è in prosa lenta ma allo stesso tempo incuriosisce il lettore per i periodi in cui viene svolta.

Di genere storico, il protagonista è solo un ragazzo che vive a Visegrad, si narra molto anche sulle usanze del posto e della comunità che ci abita, tante etnie diverse come cristiani, ebrei e turchi.

Si parla anche della costruzione di questo ponte commissionata dal politico e generale Sokollu Mehemed Pascià e serviva per collegare le due sponde Visegrad con la Serbia.

Anche su questa struttura su svolge la storia e sui vari attraversamenti delle persone per andare da un posto all’altro, si capisce che questo ponte serve per unire le persone di etnie diverse facendo mettere da parte rivalità e diversità con cui vivono ogni giorno.

Molti fatti storici si susseguono e mettono a dura prova la loro convivenza fra etnie differenze, che alla fine si riesce sempre a superare grazie sempre alla struttura che appartiene a tutt’e tre le etnie e non solo a una di esse.

È presente pure la paura causata dall’alluvione del fiume Drina, avvenuta nel 1799 in cui Visegrad è stata inondata e ha riportato numerosi danni, l’unica cosa che ha resistito a questa catastrofe naturale è appunto il ponte, diventando sempre di più un simbolo di forza, unione per le popolazioni divide da esso.

Il finale è l’inizio della Prima guerra mondiale con la distruzione del ponte e delle rispettive conseguenze psicologiche tra le etnie.

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