C’è un diritto che sta diventando il nuovo paradigma dello sviluppo territoriale, un concetto che va oltre le strade e i ponti, per abbracciare il senso profondo di appartenenza a una comunità. È il “Right to Stay”, il diritto a restare, che nel 2026 sta ridefinendo le politiche di coesione in Italia e in Europa . Non si tratta solo di fermare lo spopolamento delle aree interne, ma di ricostruire ecosistemi territoriali capaci di offrire opportunità, servizi essenziali e un’alta qualità della vita .
Il 2026 è un anno cruciale per questo cambiamento di paradigma. Il convegno “Coesione Italia. L’Italia delle comunità, l’Europa dei territori” ha messo in luce come la coesione territoriale e la competitività non siano in contraddizione, ma anzi siano due facce della stessa medaglia: più coesione c’è, più una regione è competitiva . In questa guida esploreremo i progetti, le strategie e le reti di solidarietà che stanno trasformando le comunità italiane, creando ponti non solo fisici, ma anche sociali e culturali.
L’Importanza della Connessione per lo Sviluppo Territoriale
La connessione territoriale non è solo una questione di infrastrutture fisiche. È un ecosistema complesso che coinvolge servizi essenziali, opportunità economiche e coesione sociale. L’Italia, con la sua Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI), si sta facendo portavoce di un nuovo modello di sviluppo, proponendo che la futura strategia europea assuma questa esperienza come riferimento operativo per la prossima politica di coesione .
Il valore delle aree interne
Le aree interne non sono più viste come territori marginali, ma come componenti strategiche per l’intero sistema Paese. La tutela del paesaggio, della biodiversità e delle risorse naturali passa attraverso la vitalità di questi territori . L’integrazione tra servizi alla cittadinanza e politiche di sviluppo economico ha dimostrato di poter realmente contrastare lo spopolamento e migliorare le condizioni di vita dei residenti .
Le città medie come nodi strategici
Un’attenzione specifica è rivolta anche alle città medie, che rappresentano nodi strategici per contrastare la crescente concentrazione di popolazione nelle aree metropolitane . Attraverso il Programma Nazionale Metro Plus e Città Medie (PN Metro Plus), l’Italia sostiene l’innovazione sociale e la creazione di opportunità occupazionali e culturali nei centri di medie dimensioni, promuovendo un modello di sviluppo policentrico ed equilibrato .
Il ruolo della cooperazione transfrontaliera
I programmi di cooperazione transfrontaliera e interregionale, come Interreg, si confermano strumenti fondamentali per rafforzare l’accessibilità ai servizi e la competitività dei territori periferici . La collaborazione tra San Marino e la Provincia di Rimini per la costituzione di un Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale (GECT) è un esempio concreto di come il superamento dei confini possa favorire lo sviluppo delle rispettive territorialità .
Progetti Comunitari che Creano Ponte tra Persone
La connessione territoriale si costruisce dal basso, attraverso progetti che coinvolgono attivamente cittadini e comunità locali.
L’approccio CLLD: sviluppo locale partecipato
Il programma UE Interreg Italia-Austria promuove l’approccio Community-Led Local Development (CLLD), che coinvolge i cittadini direttamente nei processi decisionali e di progettazione . Come sottolinea l’assessora provinciale Magdalena Amhof, “nelle quattro regioni la popolazione locale sta sperimentando approcci nuovi e innovativi che non vengono imposti dall’alto, ma sviluppati dalla base” . Nell’attuale periodo di programmazione sono già stati avviati circa 80 progetti, tra piccoli e medi .
Le Comunità Energetiche Rinnovabili
Il progetto INVECE, finanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo, sta promuovendo la creazione di Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) lungo le coste di Toscana, Liguria, Sardegna, Corsica e della regione Sud Provenza-Alpi-Costa Azzurra . L’obiettivo è creare un sistema stabile di scambio, supporto e sperimentazione tra attori pubblici, privati e cittadini impegnati nella produzione e condivisione locale di energia da fonti rinnovabili .
Servizi e infrastrutture sociali di comunità
La Misura INV2C2I1.1.1, inizialmente parte del PNRR e ora finanziata con risorse nazionali, mira a creare nuovi servizi e infrastrutture per contrastare l’esclusione e la marginalità sociale nelle aree interne . Con un ammontare complessivo di 500 milioni di euro, finanzia progetti che riguardano servizi di assistenza domiciliare per anziani, infermiere e ostetriche di comunità, potenziamento di piccoli ospedali, centri per disabili e servizi culturali e sportivi . Gli 803 progetti finanziati rappresentano un investimento concreto per il futuro delle comunità più fragili .
Reti di Solidarietà e Collaborazione Locale
La coesione territoriale non si costruisce solo con i fondi pubblici. Le reti di solidarietà e collaborazione locale sono il tessuto connettivo che rende resilienti le comunità.
Il rafforzamento dei servizi sociali territoriali
La Missione 5 del PNRR, “Coesione e Inclusione”, è volta a rafforzare il ruolo dei servizi sociali territoriali come strumento di resilienza, con investimenti mirati a ridurre situazioni di estrema emarginazione e deprivazione abitativa in un’ottica di rigenerazione urbana e territoriale . Lo sport viene riconosciuto come strumento di inclusione e integrazione sociale, con investimenti specifici sulle infrastrutture sportive .
Le piattaforme di cooperazione tematica
Il progetto strategico “Territori”, coordinato da un comitato congiunto di Regioni italiane, ha portato alla realizzazione di tre piattaforme di cooperazione tematica per aree geografiche specifiche: l’Area Adriatico-Balcanica (per i porti hub energetici), l’Area Alpina (per gli appalti innovativi) e l’Area Mediterranea (per il turismo sostenibile) . Queste piattaforme sono luoghi di lavoro dove si agevolano i meccanismi di diffusione e confronto sulle informazioni strategiche, consentendo di amplificare la dimensione finanziaria e la proiezione internazionale dei progetti di cooperazione .
La governance multilivello
L’attuazione efficace del diritto a restare richiede una solida governance multilivello. La politica di coesione post-2027 dovrà consolidare l’approccio “place-based”, puntando su una programmazione integrata, la semplificazione amministrativa, il rafforzamento istituzionale e la partecipazione degli attori locali, per garantire interventi coordinati e rispondenti alle reali esigenze dei contesti territoriali .
Domande Frequenti (FAQ)
Cos’è il “Right to Stay” (diritto a restare)?
Il “Right to Stay” è il diritto delle persone a rimanere nei propri territori, soprattutto nelle aree interne e svantaggiate, senza essere costrette a emigrare per mancanza di servizi o opportunità. Richiede la costruzione di ecosistemi territoriali capaci di offrire opportunità, servizi essenziali e un’alta qualità della vita .
Cosa sono le Comunità Energetiche Rinnovabili?
Le CER sono comunità di cittadini, imprese e amministrazioni locali che producono e condividono energia da fonti rinnovabili. Il progetto INVECE, finanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo, sta promuovendo la creazione di CER lungo le coste del Mediterraneo, creando un sistema stabile di scambio e supporto tra attori pubblici e privati .
Come funziona l’approccio CLLD?
Il CLLD (Community-Led Local Development) è un approccio partecipativo che coinvolge i cittadini nei processi decisionali e di progettazione. Le idee progettuali vengono sviluppate dalla base, non imposte dall’alto, e possono essere presentate in qualsiasi momento. Nell’ambito del programma Interreg Italia-Austria, sono già stati avviati circa 80 progetti con questo approccio .
Quali sono gli interventi previsti per le aree interne?
La Misura INV2C2I1.1.1 finanzia progetti per servizi di assistenza domiciliare per anziani, infermiere e ostetriche di comunità, potenziamento di piccoli ospedali, centri per disabili, servizi culturali e sportivi, e infrastrutture per l’elisoccorso, per un totale di 500 milioni di euro distribuiti tra il 2024 e il 2029 .
Come si finanziano i progetti di connessione territoriale?
I progetti di connessione territoriale sono finanziati attraverso una combinazione di fondi europei (come il PNRR, il Programma Interreg e il Just Transition Fund), fondi nazionali e risorse regionali. Negli ultimi vent’anni l’Italia ha potuto contare su circa 345 miliardi di euro di risorse europee e nazionali per le politiche di coesione .
Qual è il ruolo della cooperazione transfrontaliera?
La cooperazione transfrontaliera, attraverso programmi come Interreg e strumenti come i Gruppi Europei di Cooperazione Territoriale (GECT), rafforza l’accessibilità ai servizi e la competitività dei territori periferici. Un esempio è il GECT tra San Marino e la Provincia di Rimini, denominato “Terre di accoglienza e libertà” .
Conclusione
La connessione territoriale non è solo una questione di infrastrutture, ma di persone, comunità e diritti. Nel 2026, l’Italia sta tracciando un percorso nuovo, dove il diritto a restare diventa il principio guida per lo sviluppo dei territori . Dalle Comunità Energetiche Rinnovabili che uniscono cittadini e imprese , ai progetti CLLD che coinvolgono le comunità nei processi decisionali , fino alle piattaforme di cooperazione tematica che amplificano l’impatto della coesione , emerge un quadro di straordinaria vitalità.
La sfida è ancora aperta, ma la direzione è chiara. Il futuro dei territori si gioca sulla capacità di costruire ponti, non solo fisici, ma anche sociali e culturali. La coesione e la competitività non sono in contraddizione: più c’è coesione, più una regione è competitiva . E la vera misura del successo non sarà il numero di progetti realizzati, ma la possibilità per ogni persona di scegliere dove vivere, senza essere costretta ad andarsene.
L’invito finale è di non considerare questo articolo come un punto di arrivo, ma come un punto di partenza. Ogni comunità può essere protagonista del proprio sviluppo, ogni territorio può diventare un luogo in cui vale la pena restare. La strada è tracciata, e l’Italia sta pedalando nella giusta direzione.

