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Per snellire le pratiche e le domande di sostegno oppure di altri diritti che sono dovuti perché si rientra in categorie protette o con diritti diversi, è possibile svolgere una d Dichiarazione sostitutiva di certificazione art 46.

Si tratta di un documento che ha validità legale. Il soggetto, cioè il dichiarante, che ne fa uso, prende in carico qualsiasi responsabilità ne possa derivare. Vale a dire che se si dichiara il falso, il dichiarante sarà condannabile per legge. In caso si dichiarano delle mezze verità, non si può fare appello a eventuali scusanti.

Infatti, per riuscire a dare “legalità” contrattuale della Dichiarazione sostitutiva di certificazione art 46 sono scritte delle “diciture” che chiariscono quali sono le regole da rispettare. Le dichiarazioni che sono poi private delle diciture, cancellate con qualche programma digitale, sono invalidate.

Che cos’è questo “documento”?

Per coloro che sono alla ricerca della Dichiarazione sostitutiva di certificazione art 46, senza capire cosa essa sia, la semplifichiamo con un termine semplice: autodichiarazione.

Tale documento è più noto come autocertificazione perché alla fine è questo che il testo effettua. Le dichiarazioni di un soggetto, che poi firma in calce, hanno potere legale, ma solo quando il modulo è completo.

Su internet è possibile trovare delle autocertificazioni che sono poi quelle legali riconosciute e che hanno delle parti da compilare con i dati sensibili e i documenti del dichiarante. La firma deve essere autentica e in manuale, cioè non con effetti digitali o alterazioni date da uso di programmi di scrittura.

Quali sono i dati che riporta la dichiarazione sostitutiva di certificazione

All’interno del modulo ci sono degli spazi bianchi che devono essere compilati con il nome, cognome e Codice fiscale. Per le donne si deve indicare il cognome da nubile. Ci sono poi i dati identificativi come giorno e luogo di nascita, residenza attuale e numero di telefono.

Qui poi troviamo una prima dicitura che non si può cancellare e che identifica che il dichiarante è consapevole di quel che appunto dichiara. Eventuali dichiarazioni mendaci sono punite in base al codice penale con leggi specifiche in materia.

Poi c’è la dichiarazione del motivo o di quale sia la richiesta del dichiarante.

A seguita una seconda dicitura per tornare a parlare della responsabilità di quel che si è scritto. Per terminare con il luogo e data della redazione del modulo della Dichiarazione sostitutiva di certificazione art 46 e poi firma.

A cosa serve l’autocertificazione?

L’autocertificazione o Dichiarazione sostitutiva di certificazione art 46 è utile per riuscire a snellire alcune pratiche. Per esempio per la richiesta dell’ISEE oppure per quanto riguarda dei sostegni di disoccupazione.

Purtroppo ci sono degli enti intasati dalle pratiche e per velocizzare la richiesta si usa questo documento, ma che viene poi controllato. Le azioni penali, per dichiarazioni non veritiere, possono poi scattare anche dopo 10 anni.